Arrivando dall’Italia per il nostro stage, l’impatto iniziale con un ambiente e una realtà completamente nuovi ci ha comprensibilmente un po’ spaventati. All’inizio tutto sembrava diverso e le prime reazioni sono state di esitazione. Tuttavia, è bastato iniziare a lavorare concretamente e conoscere da vicino le persone che gestiscono questo posto per cambiare totalmente prospettiva.
Durante l’esperienza al JUZ, abbiamo avuto l’opportunità di metterci alla prova con attività del tutto inedite per noi: abbiamo imparato a usare la macchina da cucire per riciclare vecchi vestiti, rimettendoli in circolo dopo averli riparati e personalizzati con la stampa di disegni e grafiche. Inoltre, abbiamo trovato bellissima l’iniziativa di offrire corsi di tedesco a rifugiati provenienti da zone di guerra o a persone che non hanno le possibilità economiche per studiare; pur riscontrando ovvie difficoltà, abbiamo seguito le lezioni con impegno, riuscendo a imparare diverse parole e ad approfondire vari aspetti della lingua tedesca.
Grazie a tutto questo, abbiamo compreso il vero scopo di questo progetto: qui non si fa solo accoglienza, ma ci si dedica con il cuore al benessere delle persone, stimolando la creatività dei giovani. Questa esperienza è stata senza dubbio fondamentale per la nostra crescita sia personale sia professionale.